Di e con Mariarosa Franchini
È l’inizio degli anni 2000. A Tuzla – 100 km da Sarajevo – sulla collina c’è un cimitero, pieno di lapidi. Ma nel tunnel che la attraversa, lungo 35 metri e chiuso da una porta di acciaio, giacciono insepolti i corpi di 3020 tra uomini, donne e bambini.
«Com’è possibile che la vita, unica, preziosa e tanto amata, sia stata loro strappata da uomini che in uguale misura avevano cara la propria?». Lo chiede Salko Dedic, responsabile della struttura e incaricato della catalogazione delle salme e dei loro effetti personali.
Il monologo di Dedic si intreccia a musica ed effetti sonori eseguiti dal vivo da un duo chitarristico, e ripercorre con il ricordo le esistenze di colleghi e compaesani travolte dalla violenza cieca della guerra, culminando nella denuncia: un urlo silenzioso si alza dalla collina, e non tacerà finché i responsabili non saranno stati individuati e incriminati, e tutti i morti identificati.
Premi
Premio FITAlia 2025 per la categoria “Teatro di narrazione”
Premio migliore attrice, IV edizione del gran premio del teatro amatoriale “Gianfranco Trusiano” (Quattordio – 2025)
Il video
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